mercoledì 28 gennaio 2009


Dalla ‘Prefazione’ alla ‘Philosophia sensibus demonstrata’ (1591), di Tommaso Campanella,filosofo calabrese,contro il filosofo Marra:”… e sappia questo saccente che chiama con disprezzo Telesio ora Bruzio ed ora Calabrese, sappia che la Calabria è la migliore e la più antica di quasi tutte le regioni. Questa regione incominciò ad essere abitata dopo il Diluvio per la fertilità del sito da Aschenaz, nipote di Noé, nei pressi di Reggio. Fu chiamata Ausonia per essere fertile di ogni bene, come ora è detta Calabria, il cui nome significa quasi ‘regione abbondante’; fu anche detta Enotria, Morgezia, Sicilia, Magna Grecia, per distinguerla dall’altra Grecia, la quale veniva superata da essa in tutte le cose. E fu detta anche Italia, da cui ora è derivato il nome a tutta l’Italia, che è una parte dell’Europa (...). Fu anche detta Brettia da Brento, figlio di Ercole, che una volta fu re di questa regione, come narrano nelle loro storie gli antichissimi scrittori, Stefano, Eustazio ed Antioco (...). Presso i Calabresi vigoreggiano anche tutte le discipline e l’intera scienza umana, e quella che ora s’insegna nelle scuole trae origine dalla Calabria. Platone infatti e il suo discepolo Aristotele furono allievi di Calabresi (...). Platone infatti si portò da Atene in Calabria, e qui apprese tutto da Timeo, Euticrate ed Arione, tutti di Locri. (...).La scuola di Pitagora fiorì presso Crotone, e da tutto il mondo venivano a lui filosofi e re, come narrano svariati scrittori; e dopo la sua morte la sua scuola fiorì a Locri e a Reggio sotto diversi maestri; e a quel tempo in tutta la regione non si contavano i filosofi e le donne sapienti che scrissero molte opere”.

Nessun commento: